31/12/2019

Ma che significa questa sensazione – insomma, è reale o no? – che l’anno appena passato sia sempre il più importante, indimenticabile, il più pieno, il più faticoso doloroso nuovo felice di sempre? E perché non se ne va mai? Sul serio, sarà così per sempre? Sempre, ogni anno più vissuto del precedente? No perché così, cari anni, così ci create delle aspettative un po’ troppo alte… e poi non è che possiamo tenere questo ritmo di vita per sempre. Mica possiamo laurearci-innamorarci-cantare-viaggiare-piangere-lavorare-sbagliare-imparare sempre cose nuove tutti gli anni. Mica si può vivere di continuo quei cambiamenti importanti che ti spezzano a metà e poi ti fanno rinascere un po’ diverso – e però nuovo. Insomma, prima o poi deve capitare un anno di grama, di piatta, senza infamia e senza lode, o no? E se poi succede che ci annoiamo? Che ci guardiamo indietro e neanche ce lo ricordiamo che abbiamo fatto in quest’anno? Poi che facciamo, ci stiamo? Ci accontentiamo? Ci viene la crisi?

E se invece non capitasse mai? Se davvero potessimo essere sicuri che l’anno prossimo sia sempre meglio di questo? O almeno fare finta che lo sia. Fare finta che questo sia meglio dello scorso. Che oggi sia meglio di ieri. Fare finta che ci sia solo oggi.
Forse andare sempre in salita si può. Però un passo – un anno – un giorno alla volta.
Oggi è il 2019, e “non è ancora finito”.

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