Un corpo senza voce

Quante volte aveva urlato da piccola, la minuscola bambina prodigiosa, per gioia o per capriccio o per tristezza, non è possibile contarle. Ogni volta, sapeva che qualcuno l’avrebbe ascoltata, confortata, sgridata forse.
Qualcuno l’avrebbe sentita, si sarebbe accorto della sua esistenza.

Anche più avanti, crescendo, questa sua voce continuava a risuonare, a dare conferma di sé. Certo, non che fosse sempre facile usarla con fermezza, ma questa è, sarà, un’altra storia.
Tuttavia, esisteva: era avvertita all’esterno. E con essa – grazie ad essa -, era sicura di esistere anche lei.

Tranne quel giorno. Quel giorno si scrisse un pezzo della storia di questi silenzi. Non fu l’unico, né il primo: fu forse il più potente.
Pertanto merita un buon posto, nella narrazione.

Continua a leggere “Un corpo senza voce”